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HAVEN [HAVEN]

LA STORIA IN BREVE

Nel 1991 successe qualcosa che avrebbe potuto rivelarsi la peggior catastrofe ecologica avvenuta sulle coste italiane. Domenica 14 Aprile 1991 dopo un' agonia di 3 giorni, soggiogata da un terribile incendio, affondò la superpetroliera Haven.
Dopo aver scaricato parte del suo carico al terminale petrolifero di Multedo, nelle vicinanze del porto di Genova, si allontanò per eseguire del operazioni di travaso negli enormi serbatoi interni. Per cause non ancora del tutto chiare scoppiò un incedio furioso e di dimensioni gigantesche che ne decreta la morte.
Per decisione delle autorità fu rimorchiata più vicino alla costa e su fondali più bassi, ritenendo che sarebbe stata più controllabile e che sarebbe stato più facile recuperare il greggio.
La prua era già affondata in alto mare mentre lo scafo (220 metri) affondò come previsto adagiandosi a -80 metri su un fondale fangoso, che evitò nuove fratture nelle stive; ciò nonostante finì per scaricare 30.000 tonnellate di petrolio. L'opera delle autorità e di migliaia uomini e di volontari scongiurarono il disastro ecologico.
Negli anni seguenti solo gli addetti ai lavori seguirono con scupolosa attenzione e costanti rilevamenti il relitto, non sottovalutando il danno che la perdita di greggio residuo (dopo l'affondamento le stive sono state svuotate del loro contenuto), poteva provocare sui fondali liguri.


Ora, appoggiandosi ai diving, è possibile effettuare un' immersione su questo incredibile gigante.
La Haven è diventata uno tra i più importanti punti di immersione d'Italia.

L'immersioneLa zonaLe dimensioni Il disastroNel relitto

Varata nel 1973 dalla AMOCO.
Durante la guerra IRAN-IRAQ fu colpita da un missile.
Preventivo per la riparazione 80M USD; realmente spesi solo 5M.


LE CARATTERISTICHE


CLASSE:
SUPERPETROLIERA
DISLOCAMENTO:
110.000 TONNELLATE
PORTATA:
230.000 TONNELLATE
EQUIPAGGIO:
35 UOMINI
ANNO DI COSTRUZIONE:
1973
LUNGHEZZA:
334 METRI

LA HAVEN

11 aprile 1991. Durante le operazioni di travaso di greggio da una cisterna all'altra, una violenta esplosione scoppiò a bordo della Haven, una super petroliera lunga 334 metri.
Per tre giorni un violento incendio bruciò tonnellate di greggio, dalla nave si spezzò il troncone di prua e i 250 metri rimasti colarono a picco un miglio al largo del centro abitato di Arenzano.
Attualmente il relitto della Haven giace in assetto di navigazione su un fondale fangoso a 80 metri di profondità. La Haven è attualmente il relitto più grande d'Europa e la sua eplorazione, condotta nel rispetto dei parametri di sicurezza, è un'esperienza affascinante e indimenticabile.
Arrivati sul sito di immersione ci ormeggiamo alle grosse cime che emergono in superficie e iniziamo la nostra discesa seguendo la linea guida che ci condurrà sul castello di poppa.
La zona non è battuta da forti correnti, ma è consigliato scendere a stretto contatto della cima di discesa per evitare di allontanarsi e perdere l'orientamento che ci porterebbe a scendere lontano dal relitto su di un fondale di 80 metri.
Arrivati a -32 metri sulla sommità del castello di poppa abbandoniamo la cima di discesa e iniziamo l'esplorazione esterna dei ponti sottostanti.
A 40 metri, dopo aver sbirciato all'interno dei finestroni del penultimo ponte, attraversiamo la coperta verso poppa in direzione dell'imponente fumaiolo.
In questa fase, è importante mantenere la quota perché il ponte di coperta si trova sotto di noi a -55 metri di profondità.
Arrivati al fumaiolo iniziamo a risalire a spirale intorno ad esso fino a raggiungerne la sommità a circa 32 metri. Le pareti del fumaiolo, così come tutto il relitto, sono interamente ricoperte di grosse e robuste ostriche, di coloratissimi anemoni gioiello e da altre interessanti forme di vita.
La sommità del fumaiolo, tagliata dopo il naufragio per non disturbare la navigazione, si apre sotto di noi come una impressionante voragine al cui interno, illuminando con una torcia, si possono scorgere aragoste ed astici.
Ritornando al castello di poppa, possiamo penetrare all'interno della plancia di comando, unica parte del relitto in cui è consigliato entrare perché permette un facile accesso.
Osservando con attenzione negli anfratti e in mezzo alle tubazioni, possiamo vedere gronghi, aragoste, gamberi, mentre affacciandosi dagli ampi finestroni che contornano il perimetro della plancia, godiamo di una suggestiva visione del blu circostante, interrotto dal rapido passare di grossi pelagici.
A questo punto, possiamo abbandonare il relitto per iniziare la risalita lungo il cavo guida, ed effettuare la nostra sosta di sicurezza.

THE HAVEN

April 11th, 1991. During routine operations, transferring crude oil from one cistern to another, a violent explosion occurred on board the Haven, a super tanker 334 meters long.
For three days, a violent blaze burned tons of crude oil, the ship's bow section broke off, and the remaining 250 meters foundered one mile from the inhabited town of Arenzano.
Currently, the wreck of the Haven lies in sailing trim on a muddy bed 80 meters underwater.
The Haven is currently the largest wreck in Europe, and exploring it, in observance of all safety parameters, is a fascinating and unforgettable experience.
Arriving at the dive site, we moor to the large peaks that emerge on the surface, and we begin our descent following the guide line that will lead us to the quarterdeck.
The area is not subject to strong currents, but it is advisable to stay in close contact with the mooring line to avoid distancing yourself and losing your bearings, which would lead you to descend far from the wreck to the bed at 80 meters.
Reaching -32 meters at the top of the quarterdeck, we leave the mooring line and begin our external exploration of the underlying bridges.
At 40 meters, after peeking inside the large windows of the penultimate bridge, we cross main deck toward stern, heading for the formidable smokestack. During this phase, it is important to maintain our depth, because the main deck bridge below us lies at -55 meters.
When we reach the smokestack, we begin our ascent spiraling around it until we reach the top at about 32 meters.
The walls of the smokestack, like the rest of the wreck, are covered entirely with large and sturdy oysters, brightly colored sea anemones and other interesting life forms.
The top of the smokestack was lopped off after the shipwreck to avoid impeding navigation. It opens below us like a startling abyss, and shining our flashlights inside we can spot all sorts of lobsters.
Returning to the quarterdeck, we can enter the command bridge, the only section of the wreck that is prudent to enter, because it offers easy access.
Carefully observing the recesses and between the pipes we can find conger eels, spiny lobsters, and shrimp, and while looking out the ample windows that run along the perimeter of the command bridge we enjoy an alluring view of the deep surrounding blue, interrupted by the swift passage of large pelagic fish.
At this point we leave the wreck and begin our ascent along the guide cable and make our safety stops.